ilgallico  scrive:
Se io fossi il sole,
resterei abbagliato dai vostri occhi,
se fossi la luna,
sarei eclissato dalla vostra bellezza,
se fossi il firmamento,
sarei geloso delle vostre stelle che brillano dentro ai vostri occhi,
se fossi il vento,
non potrei fare a meno di respirarti,
se fossi il mare ti proteggerei come un tesoro proibito.
se fossi ....
sono solo un cavaliere innamorato perso di voi e posso offrirti
tutto il mio amore che porto dentro, per voi sei l’unica stella del mio cuore
che brilla dentro il mio cuore.


sir ilgallico

** pressa da un vecchio tomo ***

(bacheca Innamorati di Fovea)

Antonino  scrive:
Oggi 7 gennaio 1305 il suo amico commendatore Raxar ha deciso di farsi uccidere, lo chiama e dice che e’ stanco di vivere in Fovea e lui cerca di dissuaderlo in tutti i modi facendo leva sull’amicizia, sul suo valore e sulla sua grande capacita’  di maneggiare la spada, chiedendogli di insegnargli. Sembrava convinto e a un certo punto gli dice di andare al lago. Convinto che volesse insegnargli qualcosa ubbidisce. In quel momento arriva un losco figuro incappucciato che punta la balestra sul commendatore, allora molto coraggiosamente, fa l’atto di avvicinarsi a lui per difenderlo ma il commendatore gli ordina di allontanarsi e ubbidisce ciecamente agli ordini del suo commendatore.

Il Cavaliere Luigixii alza l’arco sul losco figuro ma il commendatore gli ordina di dire al cavaliere di abbassare l’arco e cosi’ fa.

Il commendatore gli dice di non preoccuparsi che sa quello che fa e cosi’ ubbidisce ciecamente agli ordini.

In quel momento il commendatore fa l’atto di fuggire e il dardo parte dalla balestra del losco figuro trapassandogli il cranio da parte a parte.

Il corpo del commendatore cade esanime nella neve lui esterrefatto guarda il suo amico che se ne va servendosi di lui per compiere il suo insano gesto.

Non sa darsi pace, ucciso da un sicario davanti ai suoi occhi, impossibilitato a difenderlo, si sente tutto il giorno come svuotato, impotente.

E’ il suo destino, perdere gli amici, o se ne vanno, o muoiono, o l’abbandonano, per lui che vive per gli amici, gli darebbe la vita e’ una tragedia continua.

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Quel diario pieno di polvere su uno scaffale polveroso soffondato sotto una catasta di libri polverosi, piu’ lo nascondo e ogni tanto qualcuno ricorda il passato e torno a rileggerlo con una stretta al cuore un cerchio alla testa fino a sentirmi male al pensiero di quanto ho sofferto in passato.
Spesso mi chiedo ne e’ valsa la pena?
Quanto ne e’ valsa la pena di vivere quegli anni tremendi, il cuore sconvolto dall’incomprensione, dall’odio degli amici e dei nemici.
Ma mi consolo poi nel pensare che ho vissuto e ora dopo tanto tempo penso che e’ meglio vivere soffrendo che non vivere affatto.

FOVEA e' il mio passato e per quanto cerchi di dimenticarla, di non pensarci, il mio cuore torna sempre qui, sono convinto che molti se ne sono andati per i miei stessi motivi per cui sono andato a cercare fortuna da un'altra parte, a cercare di rinascere in una nuova vita.
Ma una nuova vita non sara' mai come quella vecchia.

il cavaliere solitario

(bacheca voce del popolo)

Anonimamente qualcuno scrive:
OGGI I COLORI DEL NOSTRO CASATO ROSSO NERI HANNO TRIONFATO DOPO ANNI DI PURGATORIO......STRAMERITATAMENTE ABBIAMO CONQUISTATO LA PROMOZIONE E SIAMO IN PIAZZA A FESTEGGIARE CON I NOSTRI CAMPIONI

(bacheca il muro)